Chi siamo
Il Faro dell’Associazione di Solidarietà Internazionale per i Diritti Umani (ASIDU) è la solenne Dichiarazione Universale dei Diritti Umani proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.
Con tale documento venivano, finalmente, messe al bando tutte ingiustizie, le persecuzioni, le condizioni di schiavitù, ogni forma di razzismo, vessazioni di ogni genere e quant’altro rappresenti in qualsiasi modo, comportamenti di umiliazione della dignità di ogni uomo.
L’Unione Europea, da parte sua, è pervenuta all’approvazione, nel corso della riunione tenuta a Roma il 4 novembre del 1950, della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali. Convenzione che è stata interessata, nel corso degli anni, da diverse modifiche, l’ultima delle quali contenuta nel protocollo n. 15 (STCE N. 213).
Tutte le nostre forze saranno indirizzate al fine di tradurre in realtà i principi contenuti nella richiamata dichiarazione delle Nazioni Unite e nella relativa Convenzione dell’Unione Europea.
Democrazia, libertà ed uguaglianza sono i principali valori che caratterizzano qualsiasi comunità umana che ambisce a definirsi giusta, solidale ed avanzata.
Senza alcun dubbio l’obiettivo di ASIDU è da considerarsi molto ambizioso, anche se l’approccio con il quale intendiamo perseguirlo è assolutamente umile.
Riteniamo che l’intero Pianeta sia caratterizzato da profonde ingiustizie; che alla maggioranza dei cittadini che lo popolano siano negati anche i diritti più elementari, persino quello alla vita; che in esso regni una sperequazione inaccettabile fra i pochissimi che posseggono ricchezze ingenti ed i tantissimi che vivono largamente al di sotto di ogni soglia di sopravvivenza.
Non vi è angolo della Terra, dai Paesi più ricchi a quelli in cui la povertà appare in tutta la sua crudezza, che possa essere considerato esente da ingiustizie e diseguaglianze e che possa affermare di garantire eguali opportunità ad ogni componente la sua comunità.
Come in precedenza detto, in un mondo che ambisce a definirsi civile, solidale e garante delle libertà non sono, in alcun modo, tollerabili ingiustizie e sperequazioni come quelle cui si è fatto cenno e le tante altre che per motivo di brevità riteniamo opportuno omettere ma che riceveranno tutta l’attenzione che meritano nel corso delle attività che ASIDU si avvia a svolgere.
Un Mondo giusto, un Mondo caratterizzato da Governi democratici è possibile soltanto a condizione che venga garantita l’esercizio delle libertà e dei diritti collettivi ed individuali.
Per realizzare una tale condizione è necessario che ogni cittadino assicuri il proprio contributo attraverso il rispetto dei doveri, giacché, come affermato da Giuseppe Mazzini, l’esercizio dei diritti può essere assicurato soltanto dalla ottemperanza dei doveri.
Tutti gli uomini di buona volontà devono sentirsi impegnati in una Missione: costruire una società universale di eguali, nella quale siano assicurate ad ogni cittadino le stesse opportunità e ognuno sia gratificato in ragione del suo impegno e del suo lavoro.
Noi di ASIDU siamo convinti che ogni persona debba considerarsi cittadino del Mondo, così come affermava Thomas Paine (1737-1808) perciò nessuno deve mai pensare che la mancanza della Democrazia, anche in Paesi molto lontani da noi debba essere considerata una questione a noi estranea.
Anche per questo motivo ci ritroviamo pienamente in una delle sue massime che ci piace, qui, ricordare: “DOVE NON È LA LIBERTÀ LA’ È LA MIA PATRIA”.
Allorquando, nel novembre del 2005, demmo vita all’ASIDU, pensammo di inaugurare le nostre attività organizzando una conferenza nella quale affrontare tutte le problematiche connesse alle ingiustizie, sperequazioni, sofferenze e povertà con le quali la maggioranza degli Uomini del Pianeta sono costretti quotidianamente a fare i conti.
Avemmo l’ardire di richiedere la presenza di Sua Eminenza il Cardinale Carlo Maria Martini, il cui ricordo commosso è ancora vivo e che da poco aveva lasciato la guida dell’Arcidiocesi Meneghina.
Le nostre speranze non furono esaudite ma non rimanemmo delusi, giacché ricevemmo da Sua Eminenza la risposta di condivisione e di incoraggiamento per l’iniziativa uniti anche al suo rammarico per non poter essere presente così come Gli risultava impossibile partecipare alle numerose altre alle quali veniva invitato.
-LA PRESIDENZA-